Un balzo in avanti

Ci sono sere in cui torni a casa parecchio nervoso. Negli ultimi anni, con il lavoro da pendolare e gli effetti indesiderati che ne conseguono, accade sempre più spesso. Allora ti butti sotto la doccia, infili l’accappatoio e ti siedi sul letto quel tanto che basta a ritrovare un po’ della dignità perduta. Sarei tentato di parlare di lavoro ma preferisco compiere un balzo in avanti. Oltre le grane e la merda di certi posti, ci sono i miei pensieri privati. Quei pochi minuti in cui ho ripreso contatto con me stesso, mi sono chiesto che fine avesse fatto l’amicizia. A volte basta un cenno di qualcuno che avevi perduto a farti riprendere certi discorsi che pensavi abbandonati per sempre. Magari basta un “like”. Una volta parlavo sempre di amicizia. Passano gli anni, cambiano le priorità e finisci per credere di bastare a te stesso. Non è così ma la vita va troppo veloce perché tu possa rendertene conto. Io mi basto, per ora. Ogni tanto risale quel bisogno di concretezza, di continuità, quella voglia di buttare all’aria tutto quello che non è tangibile, verificabile. Forse non dovevo scrivere, forse bastava compiere un altro balzo in avanti e andare sotto le coperte. Domani, in fondo, è un altro giorno.

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