A galla

Cielo terso e sole in faccia. Luce, luce, tanta luce. Se proprio deve essere inverno allora ben vengano queste notti stellate, il freddo secco e pungente, le mattine con la sciarpa al collo e gli occhiali scuri. Io sono (tra le altre cose) meteoropatico . Ieri sera, poco prima che mi addormentassi, sono tornate a trovarmi quelle riflessioni dal sapore rassicurante: come se, la fine di un weekend e l’inizio di una settimana, rappresentassero sempre delle piccole svolte. Puntiamo di nuovo sulle parole, mi sono ripetuto. Il testimone ora è nelle mani che battono sulla tastiera più che su quelle che immortalano immagini. Non è da chiedersi quanto dovrò scrivere e se risulterò monotono e ripetitivo. Ora sento che devo scrivere e la fotografia passerà in secondo piano. Mi sono ricordato del motto che avrei voluto fare mio da molti più anni: qualità è meglio di quantità. Ho anche per un attimo ripercorso il discorso “sostanza” in materia di amicizie. Sostanza zero, questo è il risultato che ne ho ricavato. Poco importa distribuire equamente le responsabilità, la sostanza è il niente. La solitudine è percepita, vissuta, spesso dolorosamente accettata ma è un risultato, non una condizione di fatto estemporanea. Ora io traggo nuovamente beneficio da questi pochi minuti di profonda esternazione. Il sole è andato giù. Io sto sempre a galla.

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