Ah, la notte!

N

on ho apparentemente nulla da dire. E’ solo colpa del freddo che inibisce le riflessioni impegnate e stimola solo i pensieri che trasportano oltre l’odiato inverno. Fortuna che c’è il sole e a quel punto te ne freghi se ci sono due o tre gradi sotto zero. La luce è vita e se sei stato destinato a vivere senza mare e senza passeggiate sulla spiaggia, devi già considerarti fortunato. Stamattina pensavo a quel che può bastare per sentirsi in pace con se stessi: magari un cane, una spiaggia. Se non impariamo ad affrontare la vita godendo della sua quotidianità, siamo fritti. A volte però ci sono giornate che capisci bene di avere buttato nel cesso; l’ennesima occasione sprecata. Allora ti chiedi se la serenità è qui, là o chissà dove e quando. Non è un luogo, non è uno stato d’animo, non è una persona, è una condizione che passa attraverso la nostra dannata mente. Se non la predisponi a renderti la vita quantomeno sopportabile, finisci per combattere contro i mulini a vento. In tutto questo peregrinare nel labirinto della mia interiorità, mi turbano (e percepisco fortemente) le assenze. Dovrei invece apprezzare moltissimo le presenze che, al momento sembrano imprescindibili. Ma le sparizioni senza un perché, i silenzi, quel dannatissimo gesto che continui ad aspettare, ti inquietano. A volte odio. Tanto. Poi passa. Ah, se non ci fosse la notte..

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3 comments

  1. In questo rifugio, sotto coperta, in qualche modo me la cavo, il silenzio a volte è opprimente a volte è balsamico, dipende dall’umore.
    Leggo nelle parole degli altri sensazioni ed emozioni che provo a condividere attraverso un cammino virtuale congiunto. Momenti così.
    Fa freddo, è un freddo strano, nessuna coperta potrà mai sciogliere la neve che si posa sul cuore, bisogna saper aspettare e intanto guardo dall’oblò un mare color dell’acciaio, onde gigantesche ed un faro acceso ma sempre troppo lontano.
    E la notte è già qui, ad un passo.
    Ciao Enzo, ‘notte 🙂

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    1. Carissima compagna di viaggio, sotto coperta,il mare quassù è ora calmo e la luce rende il viaggio sopportabile. Il silenzio è trafitto dal rumore delle onde che talvolta rendono la nave così leggera da sentirsi ad un passo dal naufragio. Vedo quella luce, là, lontano. Forse mi acceca o forse mi distrae ma spesso ne perdo la traccia.
      Un abbraccio 🙂

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      1. Grazie Capitano, queste parole mi rasserenano!
        Mi spiace per quella luce che acceca o distrae chi ha il compito di seguire una rotta … si consoli pensando che è lontana.
        Esco un attimo dal mio limbo sotto coperta per ricambiare l’abbraccio. 🙂

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