Vecchio e saggio

Q

uanto conta sentirsi dire che dimostri meno dei tuoi anni? Quanto è importante fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità affinchè la gente continui a pensarlo? Quali vantaggi, invece, porterebbe la decisione di sbattersene di se stessi perché questo vorrebbe dire risparmiare denaro e fatica? Insomma, non dovrei meravigliarmi di sentirmi, ad ogni Venerdì, più stanco e affannato di quello precedente. Sto invecchiando. Stop. E quanto vale la pena approfittare della propria indipendenza economica e sperperare i propri danari nelle cose che dovrebbero contribuire ad innalzare la propria autostima? Il gioco vale la candela? Il Venerdì sera fa sempre uno strano effetto: anziché distendere i nervi e donare quel minimo di dimensione umana cui tutti abbiamo diritto, io mi ritrovo a farci i conti. Il Venerdì è solo il capro espiatorio, è chiaro. La sua unica colpa è quella di chiudere un ciclo e come spesso accade, alla fine di qualcosa scatta questa insana mania di fare i bilanci. Onestamente io non ho bisogno di aspettare che finisca la settimana: se hai un minimo di intelligenza, capisci che la fase della tua vita in cui facevi il saltimbanco pensando di fottere il tempo, è andata a farsi benedire. Ai tempi non avevi testa sufficiente (meglio così) a capire che si trattava di una pia illusione. Oggi non solo lo capisci ma sbatti pure contro il muro della ineluttabilità. Allora ti viene voglia di spogliarti, buttare all’aria i vestiti, prendere una pastiglia per l’emicrania e dire addio al mondo dei pazzi, degli stronzi che ti spingono, ti svegliano, ti chiedono se quel treno va a Roma o Milano, dei cafoni che urlano i cazzi loro e tu li vorresti annientare. Quanto conta credersi giovani se poi a fotterti è l’intelligenza del saggio?

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5 comments

  1. E’ domenica sera, arrivo in punta di piedi sperando di non far rumore. Leggo la tua rabbia e in silenzio cerco di capire. E’ difficile però.
    Domani un’altra settimana da affrontare, un altro mese da lasciar andare e quell’impotenza verso un destino che non ci abbandona ma che neppure tende la mano. La chiamano Vita, vita che ad alcuni arride e ad altri strazia. Tra indifferenza e consensi, tra sogni e realtà, tra gioia e malinconia ancora galleggiare si può, poi si vedrà ….
    Un abbraccio Enzo 😉

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    1. Cara Affy, quando affiora un certa stanchezza fisica (quella mentale c’è già) mi sento come se tutto ciò che faccio per mantenermi forte almeno nel corpo, sia tempo sprecato. Forse è solo paura di invecchiare. Eh si….Galleggiamo, a volte andiamo giù poi prepotent, torniamo alla luce. Buona serata Affy 🙂

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      1. si di solito è così…io lo faccio quando la nana sta bene…mi rilasso così crollo e poi mi devo ricomporre..adesso devo essere vigile la nana non è in forma. Io sono stanca ma prima o poi passerà tutto. Grazie.

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