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Compromesso

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ennaio è un mese molto lungo, non più di altri ma l’inverno lo fa sembrare eterno. Non conto più i chilometri che percorro ogni mattina, intirizzito dal freddo per arrivare al lavoro. Ci fosse una volta che “incrocio” il 52 all’uscita dalla metro. Cammino tantissimo. Da un paio di settimane lo faccio tenendo la musica in cuffia, quasi a voler dimenticare dove sono e cosa sto facendo. Gennaio si sta rivelando un mese costruttivo. Iniziato malissimo, ora mi sta concedendo il tempo necessario a rimettere le cose ciascuna al proprio posto. Fisicamente ho forza e vigore da vendere; come ho detto cammino spedito, lavoro molto in palestra, pedalo regolarmente. Sul lavoro riesco a gestire le situaioni stressanti ( ce ne sono tantissime ) con fermezza e lucidità mentale. Sono efficiente, produttivo, a volte deciso nel far valere le mie ragioni. Gennaio mi sta facendo capire dove sbaglio; il tempo è dalla mia parte se si parla di lenire le ferite, niente di meglio. Ho commesso molti sbagli durante quei pochi giorni a Roma; altri però, con il senno di poi, pure ne hanno commessi . Siamo pari, dovrei smetterla di buttarmi la croce addosso. Mi infastidisce soltanto essere stato “lasciato”, aver dovuto subire l’ennesimo allontanamento senza che mi venisse concessa possibilità di replica. Parlare di amicizia è antico. Farlo a cinquant’anni può sembrare persino ridicolo. Insomma, uno dovrebbe aver imparato la lezione ma credere in questo valore rappresenta ormai un tentativo inutile di ritornare giovani, quando in assenza della tecnologia, si parlava davvero. Pazienza, abbiamo poca scelta: scendiamo al solito compromesso ma abbandoniamo la nostra vera natura, oppure manteniamo la nostra identità e perdiamo pseudo amici. La questione è eterna. Buon fine settimana, amici lettori.

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Terapia d’urto

P

rima uscita, trentaquattro chilometri. Partiamo dalle cose belle e positive: ieri alle 9 e trenta c’era un bel sole ed il cielo terso, nonostante i 4 gradi scarsi. Rispetto all’ultima pedalata di fine anno mi sono attrezzato meglio e ho cambiato i pneumatici, sostituendoli con quelli invernali. Venticinque chilometri la scorsa volta, trentaquattro ieri. E’ davvero strano sentirmi in forze già a Gennaio, quando di solito la bici stava coperta dal suo telo a prendere polvere e ragni. E niente, quest’anno me lo sono imposto e ho intenzione di realizzare il mio desiderio di non mollare; l’esercizio fisico ha un potere straordinariamente terapeutico sulla mente. Sono cose che si sanno, ciò che riguarda l’attività sportiva soprattutto all’aria aperta, può fare miracoli. Almeno da questo punto di vista, se il buongiorno si vede dal mattino… Discorso diverso per la testa, ancora alle prese con l’uscita dal tunnel Romano. Dopo essermi posto centinaia di domande per capire di chi fosse la responsabilità della mia cronica infelicità, sono giunto alla conclusione che non esistono risposte per chi vuole a tutti i costi una spiegazione logica degli eventi e dei comportamenti umani. Ci è consentito vivere sottoposti all’eterno ricatto di essere unici ed immodificabili a nostro piacimento. Nasciamo quadrati e non possiamo morire rotondi. Ecco qui spiegato l’arcano. Torniamo alle cose belle: anche oggi c’è un sole caldo che sa quasi di primavera. Non voglio che passi l’inverno perché non voglio invecchiare o almeno, non intendo farlo senza rivendicare il mio diritto alla felicità. Gli altri possono però andare a quel paese, una volta per tutte.

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