Passioni

Respirare la vita

Q

uattordicesima uscita. Onestamente non ho molta voglia di mettermi a scrivere e la prova è nella sequenza di foto che continuo a pubblicare. Alcune mi sono piaciute, mi hanno soddisfatto e per soddisfare me, ce ne vuole! Rendere pubblici i miei scatti ha diversi scopi tra cui l’accrescimento dell’autostima; dovrei tuttavia pensare che il giudizio altrui non è mai oggettivo né in bene, né in male. Il peggior giudice sono io, quasi sempre impegnato a criticare il mio prodotto anziché promuoverlo. Il web ( i social in particolare ) è pieno di persone dall’ego smisurato pronte ad auto incensarsi in nome di qualche “mi piace”. Io invece pubblico quasi con vergogna e timore di risultare monotono. Come dicevo, certi risultati mi sono piaciuti. Ma che c’azzecca tutto questo con l’ultima uscita in bici? Nulla, ma c’è una ragione se ho divagato: non sono riuscito a scrivere “a caldo” e certe considerazioni perdono poesia e consistenza emotiva se vengono posticipate nel tempo. Di sicuro l’altro ieri avrei scritto una sorta di elogio alle gambe e a quella temperatura ideale che rende tutto più agevole. Ho ancora una settimana di ferie e spero di poter dedicare qualche giorno libero a nuove uscite. Non ho paura che l’estate finisca, sono pronto ad affrontare temperature più fresche, almeno fino a Novembre. Ho un’altra scheda di memoria piena di scatti del mio giorno ad Orta San Giulio: mi conosco, potrei essere istintivo ma voglio prendere tempo prima di guardarli. Meno parole, meno immagini, solo voglia di respirare la vita prima di essere inghiottito dalla routine.

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Ritorno alle origini

A

volte, pensare ai nostri desideri (irrealizzabili e non) aiuta a spingerci oltre l’appiattimento e la stanchezza mentale di cui è responsabile l’abitudine. Quello di cui vorrei parlare oggi è un progetto che negli ultimi anni ha preso forza in ragione di due aspetti: la necessità di dire basta ai compromessi e la volontà di vivere al massimo le proprie passioni. Ritornare in Puglia è un piccolo sogno che coltivo da ormai più di dieci anni, dall’ultima vacanza memorabile “on the road” lungo la terra dei miei genitori. L’interesse sempre più forte per la fotografia mi sta portando dritto verso il bisogno di ritornare in quei luoghi pieni di ricordi, facendolo non più da turista, ma da osservatore attento; fermo restando che per goderne appieno, la solitudine è una condizione essenziale. Quando penso alla Puglia mi tornano in mente le sensazioni più variegate: quella del bambino che rivede i propri nonni ogni estate, dell’innamorato pazzo della ragazza dagli occhi verdi; e poi lo stupore alla vista del mare, l’odore della stradina sterrata che portava alla spiaggia. E ancora le case bianche, gli strapiombi, la terra bruciata. Chissà perché ci si deve abituare all’abitudine in nome di una comodità che, di solito, nasconde la totale assenza di stimoli. Io ne ancora moltissimi, frustrati dalla sola paura di fare quel che veramente mi piace. Ieri sera pensavo ai desideri, anche quelli piccoli, pienamente realizzabili; piccole cose, anche solo immagini in grado di farci sorridere e pensare in positivo. L’evoluzione passa attraverso il superamento delle barriere: quelle che ci costruiamo da soli e quelle che permettiamo agli altri di creare davanti a noi. Quindi, chissà….