Vita

Afferrare la vita

P

enso che il segreto del saper vivere sia quello di farlo come se non ci fosse un domani.  Chi come me non riesce a smettere di pensare ( nemmeno al cesso ) è condannato ad una vita senza emozioni, ideali, sogni, improvvisazione. Niente è certo, siamo candele al vento ed è completamente inutile meditare su ciò che non abbiamo o che potrebbe essere. Il grande problema della vita è che si cerca quotidianamente di renderla vivibile, credendo tuttavia non sia mai la migliore possibile.  Ne conseguono indicibili frustrazioni, fitte allo stomaco, emicranie. Io programmo acquisti, di mettere ordine tra le mie cose, di fare questo o quello tra un giorno, due giorni, un mese; tutto ciò come se ci fosse un termine oltre il quale nulla è più consentito. Una buona parte della mia infelicità è nel mio approccio alla vita, non v’è dubbio; sebbene il quotidiano rappresenti quasi sempre motivo di dannazione, ci sono molti modi per renderlo piacevole: ad esempio, dedicando dieci minuti della propria risicata libertà ad analizzare il compiuto invece dell’incompiuto. Sono tutte parole, teoria. Il carattere di ognuno (ed il vissuto) ci rendono macchine da guerra pronte a distruggere ciò che si ha in nome di un’alternativa quasi sempre irraggiungibile. Stasera scrivo questo perché sto approfittando di un momento di calma, di quei cinque minuti di presente, tangibile, autentico a mia disposizione. Non è  proprio “niente” ma poco più di qualcosa; non è ad esempio, pensare a domani. Anche solo per cinque minuti, la vita, l’afferro.

chagall
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Miracoli cercasi

B

urian se n’è andato lasciandosi dietro una settimana difficile da dimenticare: gelo, neve, ritardi e tanta stanchezza. Arrivato a Sabato, la prima sensazione è stata quella di aver raggiunto la cima della montagna; ora si dovrebbe scendere lentamente verso la primavera ed il tanto agognato tepore, ho pensato. In un attimo siamo arrivati a Marzo senza poi tanto renderci conto che il tempo continua nella sua opera di scavo su testa e corpo. Quotidianamente combatto la mia battaglia con i nervi perdendo (mio malgrado) contatto con la realtà che mi sfugge, sempre più. E’ una vera maledizione quella di nascere con la pretesa di avere tutto sempre sotto controllo. Quando fai un tipo di vita che non ti permette di programmare nulla, hai due opportunità: se scegli di prendere quello che viene, rinunciando ad una gran parte delle cose, il sistema nervoso ti ringrazia. Se invece pretendi ostinatamente di far stare tutto dentro uno spazio microscopico, impazzisci. Ad esempio: ho una serie di visite da fare e l’idea di doverle “infilare” facendo conti sui permessi, le ferie e quant’altro, mi rende idrofobo. Non si può passare il proprio tempo a capire come gestirlo, il tempo. Cari lettori, i fatti di questi giorni ci dicono che siamo appesi ad un filo. Tuttavia, nessuno di noi sa veramente come impiegarla al meglio, la vita. E allora? Allora dormiamoci su. Cercasi comunque soluzioni o miracoli.

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