Vita

Sulla pelle

I

eri mi sono fatto il mio primo tatuaggio. Era da tempo che lo volevo ma il desiderio ha preso consistenza dall’estate scorsa, tanto da inserirlo nell’elenco delle cose da fare per il mio cinquantesimo anno di età. Mi sono fatto incidere sulla pelle il simbolo grafico del segno della Vergine, scegliendo una forma spigolosa che rispecchiasse i miei connotati ed il mio carattere. Nel mio immaginario il tatuaggio avrebbe dovuto rappresentare un test di sopportazione del dolore fisico, la paura dell’ignoto alla quale andare incontro a braccia aperte. Non si è rivelato affatto doloroso ma nel mentre ero seduto sulla poltrona mi sono reso conto che a portarmi lì era stata la curiosità. Questa infatti nel frattempo , aveva sorpassato o forse addirittura doppiato, il timore. Allora ho immaginato come sarà il mio primo viaggio aereo, altro proposito e desiderio di questo nuovo anno. Sarà la voglia di andare oltre il passato appena trascorso, la rabbia che si trasforma in coraggio e determinazione, la curiosità del nuovo: tutto dovrà schiacciare sotto i piedi la solitudine interiore. Anche stasera sono solo ma è diverso da qualche tempo fa; sono riuscito a cancellare dalla mente una persona che negli ultimi mesi mi aveva quasi plagiato. L’ho rimossa grazie al suo aiuto, al suo comportamento detestabile e scorretto. Sono ripartito, seppur da un tatuaggio e dalla curiosità, ma sono ripartito. E non c’è momento migliore come quello in cui la soddisfazione ti si disegna sul volto e tu sei solo, cammini spedito verso casa e non senti il bisogno di nessuno.

camminare_a

 

Annunci

Fuga per la vittoria

C

i sono già i primi segni di cambiamento. Non sono mai casuali, forse inattesi ma fortemente voluti. Se poi le persone ti danno una mano a rimuoverle dai pensieri, tanto di guadagnato. Nella testa si fa un po’ di spazio per qualcosa di nuovo o anche per l’assenza stessa dei pensieri che, spesso, è ancora meglio. Non deve esserci neanche un secondo da dedicare ai rimorsi, al tempo perduto, alle cazzate dettate dal momento; si chiude e basta. Inizialmente si può avere la sensazione di sentirsi più vuoti ancora , più soli, più stupidi ma ho sempre avuto fiducia nel tempo. Lui ci permette di guardare tutto, del passato, con una sorta di sorriso di soddisfazione. Tra qualche mese mi chiederò come ho fatto a cadere in certe trappole, ma vanterò me stesso di esserne venuto fuori, ancora una volta. Dunque, faccio spazio. E vivo alla giornata, lasciando ai rapporti un ruolo marginale. Non cerco, non voglio farlo. Sono ancora in equilibrio sul filo sospeso nel vuoto. Traballo, ma non casco. Oggi ho scoperto che il mio sesto senso è micidiale e la cosa mi fa un po’ paura. Siamo tutti prevedibili, anche quelli che si vantano di essere lontani dalla massa; avevo ben capito che dietro ad un comportamento anomalo si nascondeva qualcosa. E avevo inoltre inteso che io avrei dovuto capire. Questo è ciò che più odio in un rapporto. Mento a me stesso se dico che non ci sto male, non tanto per la perdita quanto per il tempo perduto. Ma amici miei, io ne uscirò, ne uscirò vincitore.