Vita

La vita è adesso

A

volte mi sento un uomo davvero completo. Ho quasi cinquant’anni, ho vissuto il numero necessario di esperienze utili a capire la vita e soprattutto a realizzare chi sono. Non ho soddisfatto due grandi desideri di mia madre: sposarmi e laurearmi in legge (sarei a meno 6 dal “pezzo di carta”); qualche anno fa queste mancanze condizionavano non poco i miei rapporti umani, oltre alla precarietà del lavoro. Con tutto il rispetto per mia madre, lei è una di quelle persone vecchio stampo. Da lei ho ereditato tante cose buone ma anche altre che, con l’andare dell’età, non mi hanno giovato. Più che completo, mi sento un uomo sereno, soprattutto da quando mi sono liberato del fardello del problema solitudine. Un tempo era il motivo della mia crociata contro l’umanità poi, invecchiando, ho ben compreso che sono io a non volermi aprire al mondo. Ho saltato l’ostacolo nel momento in cui ho abbandonato la convinzione che si trattasse di un peccato mortale. Ho due passioni: la fotografia e la bicicletta. Inoltre, mi piace pensare e scrivere. Qualcuno mi dice che sono fortunato a non avere figli o donne che mi ronzano intorno sennò come farei. Io ho risposto che non so rispondere ma che sembra, a quanto dicono, che non si possa vivere soli per sempre. Allora il futuro è oggi oppure ci si deve pensare a tempo debito? Io mi sento un uomo completo, sereno e sicuro di me. Sicurezza che nasce dal non sentire più il bisogno di giustificare la mia idiosincrasia ai rapporti che prendono certe pieghe. Sono senza maschere, veli, ho una condotta opinabile ma non mi puoi accusare di illuderti, di prenderti in giro. Non chiedetemi neppure cosa mi è saltato di scrivere. Dovevo parlare di Firenze, invece…

 

Esami di maturità

M

i chiedo se esiste un momento preciso della vita nel quale assistiamo al nostro ingresso nella maturità. La domanda non ha senso perché il come, il quando ed il perché sono rimessi all’arbitraria decisione del caso. Molto dipende anche da noi, dal nostro vissuto, dall’educazione, dai geni. Ho imparato tuttavia che sapersi studiare può accelerare il percorso. La fregatura ahinoi, sta sempre dietro l’angolo: quando cominciamo veramente a dedicarci all’analisi interiore? Spesso succede nel bel mezzo del cammino e non è dato sapere quanto ciò sia a noi favorevole: nel mio caso, aver capito chi sono a quasi cinquant’anni, mi ha posto di fronte ad uno scenario deludente: paure, rimpianti, una consapevole accettazione dei limiti ed una conta risicata dei punti di forza. Se escludiamo i traumi legati alle vicende naturali della vita, ci vuole un bel culo a riconoscersi in quel che siamo veramente sin dalla giovinezza. Io non ho avuto questa fortuna ma come dicevo prima, rimetto la responsabilità al caso. Voglio sottolineare che se da un lato l’essere maturato (?) in uno stadio avanzato ha comportato perdite enormi sotto il profilo dell’autostima e della indipendenza di pensieri e azioni, dall’atro mi ha consentito di mantenere una giusta dose di ingenuità. Anche questo aspetto presenta due facce: da un lato, la totale avversione verso ciò che è eticamente riprovevole e lontano dai valori di semplicità e spontaneità, dall’altro la perdita totale del senso di responsabilità. All’indomani di una prova di maturità, superata, ci stava qualche considerazione.