Unico amore

Q

uinta uscita, quarantacinque chilometri. Non vorrei passare per quello che ha voluto attirare l’attenzione su di sé ma, a parziale dispetto dei miei ultimi proclami, oggi ho inforcato la bici. L’ho maledetta fino a maledire il giorno in cui ho sentito il bisogno di lei per tirarmi fuori da certe situazioni. Lei se ne sta lì, sul terrazzo al terzo piano, coperta dal suo telo senza fare un cenno ma di tanto in tanto batte al mio cuore. Come faccio a liberarmi di lei? Come glielo dico che vorrei amarla di più e non posso? Stamattina ho ritagliato tre ore, forse le più belle e luminose di una Domenica all’insegna della variabilità. Non ho lavorato sulle gambe in palestra e oggi ne ho sentito un grande beneficio. A meta del cammino ho incontrato un altro ciclista, l’ho superato con un “Ciao” e lui ha iniziato a parlarmi della sua passione che lo porta da Milano sulle strade della mia provincia e su quelle Venete, dove abita il fratello. Abbiamo parlato di fiato e gambe, per un bel po’ di chilometri. Ci siamo divisi con un “buona pedalata e grazie”. La bici è unica in questo senso: passione, fatica, condivisione, nel bel mezzo dello spettacolo della natura. E’ unica e perciò inimitabile. Sarò di parte e sono certo che lei, più di ogni altra cosa, sa tirare fuori tutto quel bello che non so di avere e continuo a tenere dentro, per timore di darmi al mondo. E a volte, solo a volte, è un peccato.

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Addio sogni di gloria

I

cambiamenti non si decidono. I cambiamenti avvengono. Punto e basta. Ad inizio anno siamo tutti bravi a promettere e a dispensare pensieri e proclami, come se tutto dipendesse da noi. La volontà può solo “aiutare” il destino a mettere in atto quello che comunque, è già scritto. Noi pensiamo di collaborare ma si tratta solo di una coincidenza: il volere e l’attuazione non sono legati da un nesso di causalità o almeno , la causa non siamo noi. Io mi sto divertendo a pensare che questo benedetto cinquantesimo anno di vita debba per forza portarmi degli sconvolgimenti; affrontando in questo modo l’avvento della mezza età, alleggerisco il carico e mi sorprendo positivamente di certe cose che accadono. Ad esempio, il cambiamento passa attraverso inaspettate rinunce: aver deposto nel cassetto i sogni di gloria (corredo fotografico, bici ed altre velleità) mi rende la vita più facile. Non ce la facevo più a farmi male pensando di avere sempre meno tempo da dedicare alle mie passioni. Senza che prendessi io una decisione, ci ha pensato gradualmente proprio il tempo; si è fatto via via più ridotto, fino a farmi odiare l’idea di avere un hobby. Fare le cose poco e male. Che tristezza! Ed è inaccettabile! Mi sono ritrovato a riabbracciare la scrittura. Questa settimana ho aperto un nuovo blog con l’intento di documentare i miei viaggi quotidiani da pendolare. Ci provo. Ah, lo trovate qui: http://www.storiedatreno.wordpress.com Sto anche rivalutando le sedute in palestra,per le quali occorre meno preparazione e attenzione maniacale. Insomma, anche stasera sono uno straccio ma un po’ più sereno, convinto che noi non abbiamo colpe. Di questo gran casino che è la vita, siamo solo spettatori. Spesso incazzati.

il destino