Fuga per la vittoria

C

i sono già i primi segni di cambiamento. Non sono mai casuali, forse inattesi ma fortemente voluti. Se poi le persone ti danno una mano a rimuoverle dai pensieri, tanto di guadagnato. Nella testa si fa un po’ di spazio per qualcosa di nuovo o anche per l’assenza stessa dei pensieri che, spesso, è ancora meglio. Non deve esserci neanche un secondo da dedicare ai rimorsi, al tempo perduto, alle cazzate dettate dal momento; si chiude e basta. Inizialmente si può avere la sensazione di sentirsi più vuoti ancora , più soli, più stupidi ma ho sempre avuto fiducia nel tempo. Lui ci permette di guardare tutto, del passato, con una sorta di sorriso di soddisfazione. Tra qualche mese mi chiederò come ho fatto a cadere in certe trappole, ma vanterò me stesso di esserne venuto fuori, ancora una volta. Dunque, faccio spazio. E vivo alla giornata, lasciando ai rapporti un ruolo marginale. Non cerco, non voglio farlo. Sono ancora in equilibrio sul filo sospeso nel vuoto. Traballo, ma non casco. Oggi ho scoperto che il mio sesto senso è micidiale e la cosa mi fa un po’ paura. Siamo tutti prevedibili, anche quelli che si vantano di essere lontani dalla massa; avevo ben capito che dietro ad un comportamento anomalo si nascondeva qualcosa. E avevo inoltre inteso che io avrei dovuto capire. Questo è ciò che più odio in un rapporto. Mento a me stesso se dico che non ci sto male, non tanto per la perdita quanto per il tempo perduto. Ma amici miei, io ne uscirò, ne uscirò vincitore.

 

Annunci

Amico sorriso

S

tasera ho bisogno di compagnia e non è una novità. L’assenza di persone amiche è ormai l’abitudine ma non è tanto una presenza fisica, ciò di cui ho bisogno.Fuori piove, fa freddo; ho mangiato svogliatamente e mi sono messo a lavorare su qualche scatto fotografico. La compagnia cui ambisco stasera non è nulla di tangibile ma decisamente difficile da conquistare. Sinceramente, vorrei sorridere. Mi manca questo. Il muso lungo è come sempre la risultante di migliaia di sensazioni e situazioni; ritornare al lavoro mi ha fatto bene ma non mi ha evitato arrabbiature e da questo punto di vista non ci sono margini di miglioramento. L’altra notte ho ripreso a camminare per casa a causa dell’insonnia. Ho aumentato la dose di induttore del sonno ( fa meno male chiamarlo così) ma delle due, l’una: non prendo le gocce oppure non vado a lavorare. Nella testa ho anche pensieri positivi ma sembra difficile metterli in ordine: di preciso so che chiamerò Elisa. Maledetto tempo e maledetta distanza che non mi consentono di gestire anche i bisogni più elementari. Riprendere le sedute di psicoterapia è essenziale ma devo restringere tutto ad un giorno e ad un’ora. Speriamo di trovare conforto nella sua disponibilità. Non voglio più sbandierare gli altri piccoli progetti che ho in mente perché non serve: ai più non frega nulla, a me invece insegna ad essere quel tanto che basta riservato e imprevedibile. Vorrei sorridere e se non ce la faccio pensando a me o quel che vorrei, allora si, ci vorrebbe un abbraccio.

sorriso