Bici

La mia bici

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entitreesima uscita. In fondo, la passione è tutta lì, in quel girarsi sotto le coperte che è Domenica per poi scattare in piedi, perché lei è pronta dalla sera prima. C’è ancora qualcosa che mi muove, nonostante la mia vita vuota, piatta, solitaria. Si chiama piacere ma è ancor prima motivazione, spinta verso l’alto quando ti senti sprofondare. So che è ancora troppo poco per dare un senso, se non alla vita, ad un fine settimana. E’ poco perché, dietro certe alzate mattutine, si nasconde il niente della sera prima. Probabilmente deve andare così. Non pedalo più veloce, sento solo le gambe andare per conto proprio, il fiato non manca. Come ho già detto l’ultima volta, il fresco e la prima nebbiolina non mi lasciano tempo di guardarmi attorno. Qui la bici trova la sua ragione più vera: concentrarsi sullo sforzo, osservare le gambe che, ad ogni movimento circolare, spazzano via un pensiero negativo. Non parlo di velocità media o di chilometri, né di panorami o di colori. Non c’era luce nel cielo di questa domenica d’ottobre ma solo la voglia di ribellarmi ad uno strano destino che mi vuole solo e per questo, felice. Almeno sulla mia bici.

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Luci d’Ottobre

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entiduesima uscita. Di tutto ciò che ruota intorno ad un’uscita in bici ho scritto fiumi di parole. Ogni pedalata ha però una storia a sé, unica sotto il profilo della fatica e delle emozioni connesse. Da quando ho deciso di non appendere la bici al chiodo durante la stagione fresca, sto godendo di un nuovo piacere: le gambe reagiscono meglio alle fredde temperature e la prestazione ne guadagna. Sono davvero soddisfatto. Probabilmente, se avessi la possibilità di pedalare tutti i giorni, la fatica diventerebbe la mia medicina salvavita. La leggerezza post-allenamento mi avvolge e travolge i pensieri negativi, ridimensionando quelle problematiche di relazione che sono alla base della mia solitudine di fondo. Quando mi sdraio sul letto, stravolto dalla fatica, d’un tratto mi libero del vuoto della sera prima, di quella ansia di colmarlo attraverso farlocchi tentativi di dimostrare a qualcuno che esisto. L’unico passaggio segreto che dal buio porta alla luce si chiama passione; pedalando ritrovo la dimensione che mi spetta, quella che mi fa sentire padrone incontrastato delle emozioni. Le mie, non condivisibili con chi non merita. Luci di una mattina d’ottobre. Il miracolo si ripete.

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