Bici

La più lunga

S

edicesima uscita. La più lunga, con quasi settanta chilometri percorsi. Sono molto soddisfatto se si eccettua un forte dolore alle braccia e alla schiena che mi ha accompagnato nell’ultima mezz’ora di strada. Ci sta per due motivi: non mi era capitato fino ad ora di fare uscite così ravvicinate nel tempo; inoltre, credo di avere bisogno di una sistemata al manubrio in modo da darmi una postura migliore. Quanto alle gambe ( e non è la prima volta ), ci hanno messo quasi venti chilometri ad abituarsi. La più lunga è stata la più bella dal punto di vista del paesaggio che avevo deciso di tornare a visitare. Mi riferisco alle terre del vino, quelle dell’Alto Monferrato, delle piccole frazioni collinari circondate da distese interminabili di vigneti. Ogni volta ripeto che potrei fare di più e ogni volta mi rendo conto di quanto sia importante adeguare la bici e gli accessori alle proprie caratteristiche. Quello che invece non si compra è la motivazione. “Toglietemi tutto ma non la reflex. E la bici”. Ieri ho pubblicato questo stato ed un amico ha commentato sottolineando “la bici”. Ho ben capito le differenze tra queste due bocche d’aria per il cervello: sono certo che per una mente sempre molto laboriosa come la mia, pedalare è il toccasana. La fotografia è sempre una bel modo per interpretare a mio piacimento la realtà ma, non riuscirò mai a liberarmi delle catene del voler a tutti i costi fare bene. Troppo. Quel tanto in più che basta a privarmi di spontaneità e istinto. Pazienza. La più lunga, per ora. L’estate è ancora qui.

F829

Respirare la vita

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uattordicesima uscita. Onestamente non ho molta voglia di mettermi a scrivere e la prova è nella sequenza di foto che continuo a pubblicare. Alcune mi sono piaciute, mi hanno soddisfatto e per soddisfare me, ce ne vuole! Rendere pubblici i miei scatti ha diversi scopi tra cui l’accrescimento dell’autostima; dovrei tuttavia pensare che il giudizio altrui non è mai oggettivo né in bene, né in male. Il peggior giudice sono io, quasi sempre impegnato a criticare il mio prodotto anziché promuoverlo. Il web ( i social in particolare ) è pieno di persone dall’ego smisurato pronte ad auto incensarsi in nome di qualche “mi piace”. Io invece pubblico quasi con vergogna e timore di risultare monotono. Come dicevo, certi risultati mi sono piaciuti. Ma che c’azzecca tutto questo con l’ultima uscita in bici? Nulla, ma c’è una ragione se ho divagato: non sono riuscito a scrivere “a caldo” e certe considerazioni perdono poesia e consistenza emotiva se vengono posticipate nel tempo. Di sicuro l’altro ieri avrei scritto una sorta di elogio alle gambe e a quella temperatura ideale che rende tutto più agevole. Ho ancora una settimana di ferie e spero di poter dedicare qualche giorno libero a nuove uscite. Non ho paura che l’estate finisca, sono pronto ad affrontare temperature più fresche, almeno fino a Novembre. Ho un’altra scheda di memoria piena di scatti del mio giorno ad Orta San Giulio: mi conosco, potrei essere istintivo ma voglio prendere tempo prima di guardarli. Meno parole, meno immagini, solo voglia di respirare la vita prima di essere inghiottito dalla routine.

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