Domenica

Dall’alto

S

econda uscita, trentuno chilometri con salitella. Tutto quello che escludo dalla croce del mio voler programmare, solitamente accade. Questo è dovuto alla serenità di sapere che una cosa non la farò ed allora il tempo improvvisamente si dilata ed il mio approccio alla realtà, migliora. Improvvisamente, riesco ad uscire in bici ed è stato un bene non averla riportata sul terrazzo e coperta con il telo. Stamattina alle 8 e 30 c’erano intorno ai 12 gradi. Come già accaduto la scorsa uscita, ho fatto un percorso del tutto nuovo che mi ha portato davanti alla prima salitella della stagione. Niente di proibitivo ma io faccio dempre molta fatica a staccarmi da terra, in questo caso dal livello del mare. Se penso a come ci si sente a guardare le cose dall’alto, magari in un area completamente sgombra di umani, dopo una bella fatica per raggiungere l’obiettivo, viene voglia di farlo ancora. La discesa mi ha fatto paura, con un picco di almeno 50 km/h. E’ stato un buon allenamento per le gambe mentre per il fiato credo ci sia ancora molto da lavorare. Sono meno disfattista, un po’ più propositivo e pronto ad iniziare una nuova settimana. Ci vuole calma e sangue freddo. Non mi fido di me, ma per oggi sono contento.

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Ricadute

“D

a quando ho perso il mio intero archivio fotografico, ho perso la memoria e, cosa più importante, la possibilità di riprendere i ricordi e rielaborarli a mio piacimento, lavorando sui files ma soprattutto giocando con la mente. Dato che oggi attraverso le immagini si riesce a dire tutto e il contrario di tutto, sono di fatto diventato muto, almeno sul passato. Che si tratti di un segnale di “punto e a capo”?” Questo è quanto ho pubblicato stamattina sulla mia timeline di Facebook. Si tratta di un pensiero a freddo, a distanza di circa una settimana dal fattaccio. Senza perderci tanto in chiacchiere, ho fatto una cazzata, cancellando tutte le foto che avevo sul pc, circa 6000 per intenderci. Stupore, arrabbiatura e poi, con i giorni, sono passato ad un più mistico segnale di ripartenza. Oggi però è accaduto qualcosa di cui non parlerò esplicitamente ma che ha rappresentato un brusco passo indietro sul fronte della mia autostima ed un ritorno ad un periodo che pensavo di aver dimenticato. Mi sono sentito di nuovo stupido, ho provato anche vergogna di me stesso e ho pensato che ci vuole pochissimo per precipitare nel baratro della solitudine con tutti gli annessi e connessi. Domani spero spunti il sole e che ciò rappresenti sempre un nuovo inizio; ogni giorno dovrebbe esserlo, a prescindere dal tempo atmosferico. Oggi però era inverno, pioveva e tirava vento ed io ho pensato di adeguarmi, riproponendo un’immagine di me che voglio decisamente dimenticare. Giuro che non accadrà più.

© foto Luciano Romano