Futuro

Vento divino

L

e note di “Wind of change” all’ingresso della metro hanno un vago sapore profetico, alla luce della telefonata di ieri, di cui parlerò in un futuro prossimo. Come si conviene ad una mente mai stanca di tuffarsi nei pensieri, ne è scaturita una riflessione silenziosa che ora prende forma e suono in questo passo. Nessuno di noi si merita qualcosa solo sulla base di quello che fa o dice. Se arriva ciò che ritieni dovuto dopo tanto sacrificio, è anche e soprattutto frutto del caso. Il destino è bello perché vario; a me piace soffermarmi sulle incredibili sfaccettature attraverso cui si manifesta. Nella telefonata di ieri si nasconde (forse) uno scherzo del destino che sembra conoscere la mia indole, poco avvezza alle vie di mezzo. E’ consolante questo mio abbandono al fato che, come dicevo qualche giorno fa, non è né la sua accettazione incondizionata, tantomeno il rifiuto totale. La coscienza parla e alle nostre orecchie arriva una verità soggettiva che, molte volte, va a braccetto con il destino. Questa coincidenza di umano e soprannaturale provoca stupore e benessere.

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La vita è adesso

A

volte mi sento un uomo davvero completo. Ho quasi cinquant’anni, ho vissuto il numero necessario di esperienze utili a capire la vita e soprattutto a realizzare chi sono. Non ho soddisfatto due grandi desideri di mia madre: sposarmi e laurearmi in legge (sarei a meno 6 dal “pezzo di carta”); qualche anno fa queste mancanze condizionavano non poco i miei rapporti umani, oltre alla precarietà del lavoro. Con tutto il rispetto per mia madre, lei è una di quelle persone vecchio stampo. Da lei ho ereditato tante cose buone ma anche altre che, con l’andare dell’età, non mi hanno giovato. Più che completo, mi sento un uomo sereno, soprattutto da quando mi sono liberato del fardello del problema solitudine. Un tempo era il motivo della mia crociata contro l’umanità poi, invecchiando, ho ben compreso che sono io a non volermi aprire al mondo. Ho saltato l’ostacolo nel momento in cui ho abbandonato la convinzione che si trattasse di un peccato mortale. Ho due passioni: la fotografia e la bicicletta. Inoltre, mi piace pensare e scrivere. Qualcuno mi dice che sono fortunato a non avere figli o donne che mi ronzano intorno sennò come farei. Io ho risposto che non so rispondere ma che sembra, a quanto dicono, che non si possa vivere soli per sempre. Allora il futuro è oggi oppure ci si deve pensare a tempo debito? Io mi sento un uomo completo, sereno e sicuro di me. Sicurezza che nasce dal non sentire più il bisogno di giustificare la mia idiosincrasia ai rapporti che prendono certe pieghe. Sono senza maschere, veli, ho una condotta opinabile ma non mi puoi accusare di illuderti, di prenderti in giro. Non chiedetemi neppure cosa mi è saltato di scrivere. Dovevo parlare di Firenze, invece…