Passioni

Unico amore

Q

uinta uscita, quarantacinque chilometri. Non vorrei passare per quello che ha voluto attirare l’attenzione su di sé ma, a parziale dispetto dei miei ultimi proclami, oggi ho inforcato la bici. L’ho maledetta fino a maledire il giorno in cui ho sentito il bisogno di lei per tirarmi fuori da certe situazioni. Lei se ne sta lì, sul terrazzo al terzo piano, coperta dal suo telo senza fare un cenno ma di tanto in tanto batte al mio cuore. Come faccio a liberarmi di lei? Come glielo dico che vorrei amarla di più e non posso? Stamattina ho ritagliato tre ore, forse le più belle e luminose di una Domenica all’insegna della variabilità. Non ho lavorato sulle gambe in palestra e oggi ne ho sentito un grande beneficio. A meta del cammino ho incontrato un altro ciclista, l’ho superato con un “Ciao” e lui ha iniziato a parlarmi della sua passione che lo porta da Milano sulle strade della mia provincia e su quelle Venete, dove abita il fratello. Abbiamo parlato di fiato e gambe, per un bel po’ di chilometri. Ci siamo divisi con un “buona pedalata e grazie”. La bici è unica in questo senso: passione, fatica, condivisione, nel bel mezzo dello spettacolo della natura. E’ unica e perciò inimitabile. Sarò di parte e sono certo che lei, più di ogni altra cosa, sa tirare fuori tutto quel bello che non so di avere e continuo a tenere dentro, per timore di darmi al mondo. E a volte, solo a volte, è un peccato.

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Una bella coppia

C

hi mi conosce bene sa che ho due grandi passioni: la bici da corsa e la fotografia. La prima affonda le radici alle soglie dei miei 30 anni, la seconda è più recente, almeno per quanto riguarda l’esercizio e l’affinamento della pratica. Si tratta di due hobbies che ho sempre coltivato tenendo separati, come se non avessero nulla in comune. Pedalare richiede sforzo, gambe, fiato per poi ottenere in cambio leggerezza mentale e senso di libertà. Scattare con la reflex pretende occhio, spirito di osservazione e senso critico. La tecnica può essere fondamentale, come in bicicletta, ma il fine è sempre quello della soddsifazione personale. Mai chiedere di somigliare a qualcuno se non si vuole buttare tutto all’aria. Pensavo che non ho mai valutato l’ipotesi di abbinare i miei salvavita, per vedere l’effetto che fa; basterebbe programmare un’uscita mensile in compagnia della reflex, ed il gioco è fatto. Una sola volta, perché il carico non è indifferente. Voi direte che non ha senso perché esistono i cellulari e le foto le fanno lo stesso. Non ditelo ad un amante della fotografia: sapete quante volte avrei voluto avere con me la mia amata Nikon , giusto per regalare più qualità allo scatto e verificare cosa si prova ad avere sotto il sedere e tra le mani ciò che amo di più. Aggiudicato allora. Vi aggiornerò.

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