Pedalare

Andamento lento

D

iciassettesima uscita. Chi ama pedalare apprezza, tra le altre cose, il piacere di viaggiare lentamente, quasi un gesto di sfida al tempo che scorre inesorabile. Pedalare per molti amatori che incontro per strada è pedalare; intendo dire che ci sono tanti ciclisti che spingono sui pedali, testa bassa e magari qualche record personale da battere. Poi ci sono io che, non potendo gareggiare se non con me stesso, mi accorgo di quello che mi circonda. Ogni uscita è una fotografia sul corso e i cambiamenti della natura. Quando avevo la mountain-bike e la velocità consentita non andava oltre certi limiti, il percorso era l’occasione giusta per ammirare colori e odori. Da quando ho la bici da corsa mi sono sentito in diritto di forzare, di correre, di credermi veloce. Beh, rispetto a molti lo sono, rispetto a molti altri sono lentissimo. Quello che traggo da ogni pedalata è un misto tra competizione, osservazione privilegiata, ricerca e superamento dei miei limiti. L’uscita di ieri è stata tranquilla ma anche un po’ malinconica: tre cavalcate in una settimana non potrò più concedermele fino a chissà quando. Va così, ho imparato ad apprezzare persino lo scorrere inesorabile del tempo, basta non commettere l’errore di gettarlo al vento. Mi potrò consentire ancora un’uscita Agostana poi partirò per il mare. La soddisfazione è piena. Raccontarne a voi mi dà ulteriore forza.

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Piccole conquiste

Q

uindicesima uscita. Scrivo ancora in leggera “differita” rispetto a quel che sono i miei sentimenti e le emozioni. Anche in vacanza il tempo sembra sfuggirmi di mano ma, capirete, ci sono altre priorità che non possono essere ignorate. La mia seconda parte di ferie sta volgendo al termine e nei giorni che restano mi sono proposto almeno un altro paio di uscite in bicicletta. Quella di Martedì sarebbe da intitolare “la presa del castello”. Sono salito, mannaggia a me, sono salito. Arrivato su alla Chiesa ( metà del percorso ) ho pensato di fare una sosta. Io non faccio gare, nessuno mi corre dietro, posso anche fermarmi. Le soste sono importanti: allora mi sono rimesso in sella e, con i miei tempi, ce l’ho fatta. Non c’entra la paura, non c’entra il fiato. E’ solo questione di allenamento. Darsi da fare, pedalare, scattare foto, il più possibile. Si ma il tempo? Giunto in cima mi sono goduto il panorama, il silenzio. Cosucce, come la salita stessa che magari per qualcuno è una cazzata. Per me invece è tanto, tantissimo. La discesa è bellissima e le gambe poi prendono spinta, forza, vigore. A quel punto ti ritrovi a fare da battistrada. Mi giro e lo saluto. Ho bisogno di un’altra uscita, domani. Non crediate che non mi prenda la malinconia e certi pensieri, quelli ci sono sempre ma ho imparato a gestirli. Se non ci fossero loro, la mia bici e la mia reflex, non dico che sarei perduto, ma il cervello lascerebbe entrare tutto il marcio possibile. Ora vado a preparare la bici. Almeno questa è una notizia in tempo reale.

DipintoVillafranca