Resa

Colpo di coda

P

oco prima che finisse l’anno,un amico virtuale pubblicò un video in cui pronunciava questa frase: “”La resa cambia o dissolve rapidamente ogni condizione esterna a cui hai resistito. E’ un potente agente di trasformazione delle situazioni e delle persone. Se le situazioni non cambiano immediatamaente, la tua accettazione dell’Adesso, ti fa andare oltre. In entrambi i casi ne sei libero.” A colpirmi il ruolo positivo che svolge l‘accettazione degli eventi fino a trasformarsi in veicolo per il loro cambiamento. Questi sono i giorni della resa, ma prima ancora della rabbia. Quest’ultima ti fa sentire uomo e vivo, volendo anche stupido ma sicuramente reattivo. La resa è una condizione che scatena impensabili reazioni ma passa attraverso l’esternazione di tutte le proprie debolezze: dal pianto alla paura di rimanere soli, fino alla minaccia di spegnere la luce per sempre. Faccio finta che il 2018 non sia mai finito e che, con un colpo di coda, abbia voluto scaraventarmi fino qui, ora. Questo è il mio nuovo inizio; ci può stare di regalare dieci giorni pensando e ripensando a come sono andate certe cose. Pensando e ripensando che non mi meritavo certi trattamenti. Il filo rosso che unisce le mie esperienze relazionali è la famosa seconda possibilità. Ecco, a me non è mai stata concessa. E poi la stramaledetta distanza che impedisce di guardarsi in faccia. Va bene, non sto qui a parlare degli assenti perché in questo modo continuo a dar loro l’importanza che non meritano. Come immaginavo, tutto cade nell’oblio, tutto diventa un semplice ricordo offuscato fino a scomparire. Dialogare è la medicina miracolosa se vuoi bene veramente a qualcuno. A proposito, non dite mai “ti voglio bene” a chi non conoscete. Le parole sono importanti e preziose, abbiatene rispetto. La ripartenza è qui.

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